Angolo del professionista

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La riproduzione dell’immagine di un disegno o modello a fini di citazione: il caso Nintendo

Scritto da Fabio Ghiretti Il .

Design
FABIO GHIRETTI

L’utilizzo dell’immagine della consolle Wii della Nintendo e dei relativi componenti al fine della rivendita di accessori non originali con essa compatibili integra una riproduzione dei corrispondenti disegni e modelli “a fini di citazione” ai sensi dell’articolo 20.1, lett. c) del Regolamento n. 6/2002 sui disegni e modelli comunitari ed è dunque lecita ove rispetti le condizioni sancite da tale norma.

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Decadenza di marchi e brevetti inutilizzati ma difesi per ostacolare i concorrenti

Scritto da Alessandro La Rosa Il .

Marchi
ALESSANDRO LA ROSA

Un marchio deve essere dotato dei requisiti della novità e capacità distintiva (sicché, nel caso di specie, il segno del noto scooter “Innocenti Lambretta” non potrebbe coesistere con il segno “Lambretta Innocenti”). Ma il ricorso per cassazione è inammissibile tutte le volte in cui il motivo si risolva in un’interpretazione del contenuto delle dichiarazioni rese dai testi ammessi in sede d’appello, dunque in una censura di merito (Corte di cassazione, sezione I, sentenza 4 settembre 2017 n. 20717).

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Brexit: la Commissione Europea si esprime in merito alla tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale

Scritto da Davide Scavuzzo Il .

Proprietà intellettuale
DAVIDE SCAVUZZO

Nell’ambito dei rapporti tra il Regno Unito e l’Unione Europea, uno dei settori in cui la Brexit provocherà incertezza riguarda la protezione che il Governo britannico garantirà a determinati diritti di proprietà intellettuale, al trattamento delle domande per conseguirli ed al loro esaurimento.

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E’ legittimo registrare un marchio dell’UE la cui componente denominativa coincide con quella già registrata come marchio collettivo?

Scritto da Annalisa Spedicato Il .

Marchi
ANNALISA SPEDICATO

A questa domanda ha risposto la CGUE offrendo precisazioni in merito alla funzione dei marchi collettivi, in un caso in cui un’impresa aveva utilizzato e registrato come elemento denominativo di un marchio dell’UE nel settore dell’abbigliamento intimo femminile un termine già registrato da un’associazione come marchio collettivo dell’UE in un  settore completamente diverso.

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Marchio dell’Unione Europea: cosa cambia dal 1 ottobre 2017

Scritto da Giacomo Lusardi Il .

Marchi
GIACOMO LUSARDI

Il 23 marzo 2016 è entrato in vigore il regolamento europeo 2424/2015, che ha apportato svariate modifiche alla disciplina del marchio comunitario, tra cui il nome, che è diventato “marchio dell’Unione Europea” e il nome dell’ufficio che lo amministra, passato da “OHIM” a “EUIPO” (European Union Intellectual Property Office). Il regolamento ha apportato modifiche a diversi aspetti riguardanti deposito, esame, opposizione, annullamento e ricorso in relazione al marchio dell’Unione Europea.

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Sono sufficienti gli elementi essenziali dell’opera originale perché possa sussistere il plagio

Scritto da Alessandro La Rosa Il .

Diritto d'autore
ALESSANDRO LA ROSA

Come noto, il carattere creativo di un’opera (anche se minimo) e la novità dell’opera costituiscono requisiti necessari perché la stessa formi oggetto di diritto d’autore. Si deve evidenziare che il concetto giuridico di creatività non coincide con quelli di creazione, originalità e novità assoluta, bensì è inteso quale personale ed individuale espressione di un atto estrinsecato nel mondo esteriore.