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Una sonata "storica"

Scritto da Stefano Sandri Il .

Non sto parlando di una sonata di Beethoven, ma del risarcimento danni sanzionato dal Tribunale di Firenze (sentenza del 06/11/2017) a favore di BULGARI in un caso di contraffazione dei propri marchi e concorrenza sleale:

in solido tra le due convenute, a) € 2.358.733,04 a titolo di danno patrimoniale; b) € 1.170.362,18 a titolo di danno non patrimoniale; c) con rivalutazione e interessi compensativi a partire dal 19/11/2005; d) a titolo individuale, una convenuta a € 277.134, oltre accessori, e) e l’altra a €  875.219, oltre accessori; i) e a ben € 61.085 per  compensi legali, oltre spese (che suscitano la mia più profonda invidia per i colleghi).

Provate a fare un po’ la somma (e sorvolo sulle altre sanzioni consuete in questi casi).

Potrei ricordare anche altre pronunce recenti dei Tribunali del Nord che segnano decisamente una inversione di tendenza nella determinazione dell’ammontare dei danni nei casi di violazione della Proprietà intellettuale. Era ora, lamento solamente di aver esercitato la mia professione evidentemente in un secolo sbagliato.

La sentenza verrà naturalmente appellata. Ma perché "storica"? Perché viene colpita una delle più frequenti furbate che i contraffattori spesso e volentieri mettono in atto: quella di sottrarre una parte dei prodotti di cui legittimamente dispongono per effetto di un contratto di licenza, vendendoli per conto proprio, sfruttando l’avviamento e la notorietà dei marchi licenziati e i canali di distribuzione che essi stessi contribuiscono a sviluppare nell’interesse del licenziante. 

Quante volte ci siamo trovati di fronte a questa situazione, con tutte le difficoltà - sopra tutto di ordine probatorio e di mercato - per venirne a capo, alla fine decidendo di non farne niente, consapevoli delle insufficienze risposte da parte del sistema giudiziario. Una sentenza come quella riportata, della quale mi auguro la massima diffusione, dovrebbe far riflettere i contraffattori su cosa rischiano e indurli a porsi la domanda: ma ne valeva la pena?

Un bel disastro  e ora chi paga i danni?

 

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