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E pur si move...

Scritto da Stefano Sandri Il .

E pur si move...avrebbe detto Galileo GALILEI, pensando alla terra, ma noi esclameremmo allo stesso modo guardando la domanda di questa registrazione di un marchio di movimento?

L’EUIPO (Seconda Commissione di Ricorso, R 1439/2016-2, di pochi giorni fa, ha detto di no, negando la registrazione. Vediamo di capire perchè, visto – tra l’altro – che si tratta di una delle rarissime decisioni in tema di marchi di movimento (un precedente è citato, ma non seguito, nella stessa decisione: R 443/2010−2, 23/09/2009, Red Liquid Flowing In Sequence Of Stills).

In effetti, il richiedente ha descritto il marchio in questione – destinato a contraddistinguere prodotti chimico-farmaceutici nella classe 5 e servizi di ricerca nella classe 44 – con queste parole, che non occorre tradurre:

This mark is a movement mark, showing a transparent red-purple hexagon. The movements in the mark show different shapes within the hexagon in different red and purple shades in the form of triangles, squares, diamond shapes and star shapes. Each movement occurs with a set interval. The colours of the shapes change with variable light intensity and the total length ofthe animated sequence is approx. 12 x the chosen set time interval (frequency) seconds, as the mark is made up of 12 constituent parts. The set time interval (frequency) can vary and control the illusion of movement (changing colours), typically the frequency is between 0.5 and 2 seconds. The basic elements of the colors are made up of 12 triangles of different size, coloured in a semitransparent gradient of colours in a spectrum defined by the colours "HEX #ff0046 / #b400ff" in the angle: 0°. The animated sequence is shown in the graphical representation in 3 rows of still photographs which are to be viewed from left to right in the 1st row, from right to left in the 2nd row, and from left to right in the 3rd row.

Da notarsi che i colori rivendicati sono accompagnati dai Codici internazionali di norma accettati.

L’esaminatore ha obbiettato che le 15 immagini, identiche e isolate,  nonostante la descrizione fornita, non mostravano una chiara e inequivoca sequenza del movimento. La Commissione di ricorso ha rigettato l’appello, richiamando espressamente il requisito di una idonea rappresentazione grafica prevista dall’art.4 del Regolamento comunitario vigente al momento della proposizione della domanda. Comunque un’azienda o un normale consumatore non sarebbe mai stato in grado di ricostruire il movimento in questione.

Il richiedente ha cercato di metterci una pezza, come si dice, producendo un nuovo set di immagini,

marcando le aree interessate dal movimento, ma la Commissione lo ha ritenute troppo diverse da quelle poste a corredo della domanda iniziale. Del resto “la descrizione del marchio è rivolta a spiegare la rappresentazione del marchio, ma non ne fa parte” (punto 21) e deve coincidere con quello che può esser visto nella rappresentazione grafica (punto 17).

Onestamente, l’interpretazione dell’EUIPO pare un pochino restrittiva e pignoletta, ma 
giuridicamente non ci piove: la decisione è assolutamente corretta, alla luce della sua giurisprudenza, proprio quella giurisprudenza contro la quale chi scrive ha combattuto per una ventina d’anni, e fondata sulla famosa sentenza SIECKMAN (C-273/00, 12/12/2002) secondo cui la rappresentazione grafica deve essere “chiara, precisa, di per sé completa, facilmente accessibile, intellegibile, durevole ed oggettiva” (e scusate se è poco).

Con l’entrata in vigore del Regolamento (EU) N. 2015/2424 le cose sono però ora cambiate. Infatti la rappresentazione grafica, che ha sempre costituito l’ostacolo alla registrazione dei marchi c.d. non-convenzionali (suoni, odori, colore, tatto, movimento, ologrammi e via dicendo) è stata cancellata. Festa grande dunque per chi vuol registrare i marchi convenzionali?

La partita, per la verità, mi pare tutt’altra che chiusa. Sia il Regolamento base che i Regolamenti delegati e i regolamenti esecutivi che entrano in vigore il 1 ottobre di quest’anno, riprendono – senza cambiare una virgola – la ridondante prescrizione SIECKMAN: in ogni caso, infatti, anche in assenza della rappresentazione grafica, la domanda di registrazione dovrà essere “chiara, precisa, di per sé completa, facilmente accessibile, intellegibile, durevole ed oggettiva”.

Si tratterrà quindi di vedere se i miei ex-colleghi dell’Ufficio di Alicante vorranno dar seguito ad un approccio più liberal al problema, come già indica la decisione in commento  nell’invitare lo sfortunato richiedente  a servirsi del file elettronico dopo il primo ottobre.

Pare che GALILEO ci abbia messo sei anni buoni di litigate furibonde con la Santa Inquisizione prima di uscirsene con quell’esclamazione liberatoria (ma gli toccò di abiurare!).

Speriamo ora che l’EUIPO non ci metta altrettanto per ‘aprirsi al mondo della vita’, come dice Cesare GALLI.

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