Direttiva sui marchi d’impresa - Tabella di concordanza

Il .

Tags: marchi ue

 

TABELLA DI CONCORDANZA

Direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2008 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa.

Direttiva (UE) 2015/2436 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2015 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa

_______

N.B.: La Direttiva (UE) 16 dicembre 2015, n. 2015/2436 è in vigore dal 12 gennaio 2016.
Gli artt. 1, 7, 15, 19, 20 e 21 si applicano dal 15 gennaio 2019.
Termine di recepimento:
 14 gennaio 2019 per gli artt. da 3 a 6, gli artt. da 8 a 14, gli artt. 16, 17 e 18, gli artt. da 22 a 39, gli artt. 41, 43 e 44, gli artt. da 46 a 50; 14 gennaio 2023 per l'art. 45.

Strategie e procedure brevettuali

Il .

Tags: brevetti

- Tecnico presso Politecnico di Milano


 

1. Introduzione

Una strategia brevettuale è una strategia di tutela a lungo termine, la cui pianificazione richiede chiari e precisi obiettivi di ricerca e sviluppo (nuove tecnologie o miglioramento di quelle esistenti?) e industriali (consolidare o aumentare le quote di mercato? O penetrare nuovi mercati?). Occorre individuare i principali attori del settore tecnologico di pertinenza e verificarne la posizione brevettuale, come pure identificare opportunità ed eventuali barriere all’ingresso, nonché un metodo per acquisire diritti di proprietà industriale (tramite sviluppo interno o congiunto oppure un’acquisizione) e costituire un portafoglio di diritti di privativa che permetta all’azienda titolare di tutelare la propria tecnologia nei confronti dei concorrenti.

In estrema sintesi, una strategia brevettuale può essere schematizzata nel seguente flusso informativo:

 

 

Regolamento sul marchio dell'Unione europea - Tabella di confronto

Il .

Tags: marchi ue

 

TABELLA DI CONFRONTO PER ARTICOLO

Regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio del 26 febbraio 2009 sul marchio comunitario (testo in vigore fino al 22 marzo 2016)

 

 

 

 

Regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio del 26 febbraio 2009 sul marchio dell'Unione europea (testo modificato dal Regolamento UE 16 dicembre 2015, n. 2015/2424, in vigore dal 23 marzo 2016)

_______

N.B.: Per la versione codificata del Regolamento sul marchio UE si rinvia al Regolamento (UE) 14 giugno 2017, n. 2017/1001, in vigore dal 6 luglio 2017 ed applicabile dal 1° ottobre 2017, in attesa dell'aggiornamento a cura della redazione della presente tabella di confronto.

Nel testo seguente sono evidenziate in grassetto le modifiche apportate dal Regolamento (UE) 16 dicembre 2015, n. 2015/2424, e segnalate con il simbolo (*) le modifiche la cui applicazione decorre dal 1° ottobre 2017 ai sensi dell’art. 4 del medesimo Regolamento.

Guida pratica alla registrazione dei marchi

Il .

Tags: marchi

Dott.ssa Elena Cantelmi


Sommario

1.  La funzione del marchio
2.  Le fonti normative
3.  I requisiti di registrabilità
4.  Impedimenti alla registrazione
5.  I soggetti legittimati al deposito
6.  Estensione territoriale della tutela: il marchio nazionale, comunitario e internazionale
7.  Il deposito di un marchio


1.    La funzione del marchio

Il marchio è il principale tra i segni distintivi disciplinati dal legislatore.

Esso consiste nel segno atto a distinguere i beni e/o i servizi di un’impresa da quelli offerti sul mercato dagli altri operatori di settore.

Quella distintiva è la principale e più tradizionalistica delle funzioni del marchio, desumibile da una serie di norme: l’art. 2569 c.c., il quale stabilisce che “chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo a distinguere prodotti o servizi ha diritto di valersene in modo esclusivo per i prodotti o servizi per i quali è stato registrato”; l’art. 7 c.p.i. che, nella sua ultima parte richiede che i segni debbano essere “atti a distinguere i prodotti o servizi di un’impresa da quelli di altre imprese”; l’art. 13 c.p.i., che invece annovera tra gli elementi essenziali del marchio il suo carattere distintivo, elencando le ipotesi di mancanza dello stesso al fine di individuare i segni che non possono essere registrati.

Alla funzione distintiva corrisponde una sorta di diritto di esclusiva (o di monopolio) in capo al titolare, il quale può vietare l’utilizzo del segno senza il suo consenso, in particolar modo quando tale utilizzo possa provocare un rischio di confusione per il pubblico.